{"id":22714,"date":"2022-05-16T13:18:54","date_gmt":"2022-05-16T13:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/c7281hcmbe.wpdns.site\/?p=22714"},"modified":"2023-12-08T12:20:24","modified_gmt":"2023-12-08T12:20:24","slug":"la-cannabis-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/swissherboriginal.com\/en\/la-cannabis-in-italia\/","title":{"rendered":"Cannabis in Italy"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;agricoltura della marijuana in Italia ha una lunga storia che ha inizio nell&#8217;epoca romana, quando la coltivazione avvieniva principalmente per la produzione di corde di canapa. Tuttavia, studi archeologici dimostrano che le piante di Cannabacee erano presenti in Italia sin dal tardo Pleistocene, anche se i primi segni del loro utilizzo risalgono all&#8217;et\u00e0 del bronzo. L&#8217;industria della canapa conosce un vero e proprio sviluppo durante le Repubbliche Marinare e l&#8217;Et\u00e0 della Vela, ed \u00e8 rimasta attiva anche dopo l&#8217;Unificazione d&#8217;Italia. Tuttavia, ha subito una rapida decadenza nella seconda met\u00e0 del XX secolo a causa dell&#8217;introduzione delle fibre sintetiche e della guerra alla droga. Negli ultimi tempi, per\u00f2, ha cominciato lentamente a risorgere.<\/p>\n<p>Oggi, in Italia, l&#8217;uso della cannabis \u00e8 legale per <a href=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/en\/le-mille-facce-della-cannabis\/\">scopi medici e industriali<\/a>, sebbene sia strettamente regolamentato. Per quanto riguarda l&#8217;uso ricreativo, il possesso di quantit\u00e0 minime e l&#8217;uso personale della sostanza non \u00e8 reato. \u00c8 per\u00f2 un illecito amministrativo che pu\u00f2 comportare sanzioni amministrative. Dalla semplice diffida fino a sanzioni pi\u00f9 pesanti, il ritiro della patente o dei documenti per l&#8217;espatrio, che comunque non sono sanzioni penali.\u00a0 Al contrario, la vendita non autorizzata di prodotti derivati dalla cannabis \u00e8 illegale e punita con sanzioni penali come la reclusione. Anche la coltivazione di cannabis senza licenza \u00e8 un reato. Tuttavia, recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno stabilito la legalit\u00e0 della coltivazione di piccole quantit\u00e0 di cannabis esclusivamente per uso personale. La disciplina per il singolo consumatore \u00e8 confusionaria e ha molte zone grigie.<\/p>\n<p>La coltivazione autorizzata di cannabis per scopi medici e industriali \u00e8 regolamentata. \u00c8 richiesto l&#8217;uso di semi certificati, ma non \u00e8 necessaria alcuna autorizzazione per la coltivazione di semi con livelli minimi di composti psicoattivi, conosciuti come &#8220;<a href=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/en\/product-tag\/cannabis-light\/\">cannabis light<\/a>&#8220;.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>L\u2019Antica Roma<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 190%; color: #99cc00;\"><strong><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24138 alignleft\" src=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-antica-roma-swiss-herb-original-e1701267495163-410x400.png\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-antica-roma-swiss-herb-original-e1701267495163-410x400.png 410w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-antica-roma-swiss-herb-original-e1701267495163-600x585.png 600w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-antica-roma-swiss-herb-original-e1701267495163.png 718w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Uno degli scrittori di punta dell&#8217;epoca della Repubblica Romana, il satirico Gaio Lucilio, forn\u00ec uno dei primi riferimenti alla canapa industriale nel II secolo a.C. Questa pianta divenne oggetto di menzione anche nella prestigiosa opera De re rustica di Marco Terenzio Varrone, scritta nel 37 a.C. \u00c8 un trattato sull&#8217;agricoltura, in cui la canapa fece parte di un elenco di altre piante impiegate per le loro fibre, tra cui lino, giunco e palma. Nel I secolo d.C., Plinio il Vecchio descrisse la coltivazione e l&#8217;utilizzo della cannabis nella sua opera Naturalis Historia. Rivel\u00f2 come questa pianta fosse impiegata sia per scopi industriali che medicinali nell&#8217;Impero Romano. La menzione della canapa non si limit\u00f2 a queste opere, ma compare anche nelle satire di importanti poeti dell&#8217;epoca come Persio e Giovenale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Antica Roma, si utilizzava la fibra di canapa principalmente per la produzione di corde robuste, lenzuola, vimini e reti. Il celebre storico Plinio, in particolare, menzion\u00f2 tre variet\u00e0 di canapa chiamate Alabandica, ritenute le migliori per la realizzazione delle reti da caccia. Quest&#8217;ultimo autore cit\u00f2 anche la variet\u00e0 coltivata a Mylasa come una scelta di qualit\u00e0 inferiore. La canapa proveniente dalla regione Sabina, invece, si distingueva per la sua straordinaria altezza. Un&#8217;interessante scoperta archeologica avvenne a Pompei, in Campania. Durante gli scavi, gli archeologi riportarono alla luce frammenti di tessuti di canapa che erano miracolosamente rimasti intatti dopo l&#8217;eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Tra questi reperti si contarono persino sandali realizzati in stoffa di canapa, sebbene nell&#8217;antichit\u00e0 il lino fosse generalmente preferito per la produzione di tele, vele e abbigliamento.<\/p>\n<p>Purtroppo, non possediamo informazioni precise sull&#8217;estensione della coltivazione della canapa in Italia. Abbiamo alcune prove archeologiche non verificate e il riferimento di Plinio alla variet\u00e0 di canapa coltivata nel territorio reatino, nella regione della Sabina. Tuttavia, due fonti epigrafiche di rilevante importanza dimostrano che i Romani coltivavano e commerciavano la canapa nella penisola italica. La prima consiste in un&#8217;iscrizione funeraria rinvenuta a Bovolenta, datata tra il II e il III secolo d.C. Questa fonte menziona il &#8220;cannabetum&#8221; come un&#8217;area riservata alla coltivazione della canapa. La seconda fonte \u00e8 rappresentata da un&#8217;etichetta di piombo scoperta nella zona di Altino, risalente tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Questa indicava un carico composto da sei gomitoli di lana e una quantit\u00e0 limitata di canapa. Questi rinvenimenti testimoniano le attivit\u00e0 di coltivazione e commercio legate alla canapa svolte dai Romani nell&#8217;antica Italia.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>La coltivazione della canapa<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel corso dell&#8217;anno 2018, durante gli scavi effettuati lungo la riva est dell&#8217;antico fiume Natisone cum Torre di Aquileia, nell&#8217;area Venetia et Histria situata nell&#8217;attuale regione del Friuli-Venezia Giulia, gli archeologi trovarono reperti interessanti. Questi reperti hanno svelato l&#8217;esistenza del primo sistema di bacini di epoca romana utilizzato per la macerazione della canapa. Questa scoperta \u00e8 emersa grazie a ricerche effettuate dagli archeobotanici e dagli archeopalinologi (che studiano i pollini, le spore e altri sporomorfi microscopici inglobati negli strati archeologici) sul sito in questione. Essi datarono i bacini rinvenuti sulla riva, caratterizzati da una forma lunga e poco profonda, tra la fine del secondo e il terzo secolo d.C. fino alla fine del terzo o agli inizi del quarto secolo d.C.<\/p>\n<p>Le strutture erano delimitate da parapetti realizzati con argilla, sabbia e piccoli ciottoli e rivestite con sottili strati di cocciopesto per renderle impermeabili. Come si usa ancora oggi nelle pi\u00f9 moderne tecniche di macerazione in acqua, si raggruppava i gambi di canapa in covoni e poi li si immergeva in acqua stagnante o corrente legandoli a speciali pali, con l&#8217;obiettivo di estrarne le fibre utili.<\/p>\n<p>Studi condotti precedentemente in Veneto hanno dimostrato che la coltivazione della canapa nell&#8217;area dell&#8217;Alto Adriatico non era un&#8217;attivit\u00e0 intensiva. Era piuttosto un&#8217;attivit\u00e0 che garantiva l&#8217;autosufficienza di piccole comunit\u00e0 o, nel caso fosse svolta su scala pi\u00f9 ampia, un&#8217;attivit\u00e0 complementare all&#8217;industria laniera presente ad Aquileia. Inoltre, le acque termali ricche di zolfo, presenti nella zona intorno ad Aquileia, erano utilizzate per la macerazione sia della canapa che del lino. Successivamenti si impiegava questi materiali nella produzione di cordami e reti da pesca, nella fabbricazione di tessuti a base di lana mixata e nella lavorazione di lana e prodotti lanieri.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Il consumo della cannabis<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019Italia antica, diverse parti della pianta di canapa erano utilizzate per vari scopi culinari. Plinio, ad esempio, fa riferimento al fatto che i semi di canapa conservati in vasi per un utilizzo futuro, si mantenevano freschi per un anno intero, mentre i gambi e i rami venivano cucinati come verdure. Nel <em>De re culinaria<\/em>, una collezione di ricette della cucina romana che si pensa sia stata compilata nel V secolo d.C., \u00e8 presente una ricetta per alimenti a base di cannabis destinati a banchetti nuziali, sebbene l&#8217;autore reale di quest&#8217;opera sia ancora incerto.<\/p>\n<p>Riguardo alle credenze dell&#8217;epoca sulle piante di cannabis e sugli effetti del loro utilizzo personale, Plinio afferma che la canapa selvatica cresceva principalmente nei boschi. Era caratterizzata da foglie pi\u00f9 scure e ruvide, e si diceva che i suoi semi causassero impotenza. Il succo della pianta era un ottimo rimedio per allontanare parassiti e altri organismi che entravano nelle orecchie. Come effetto collaterale, per\u00f2,\u00a0 provocava mal di testa, ed era cos\u00ec denso che si diceva si coagulasse l&#8217;acqua una volta versato in essa. Inoltre, mescolando il succo di canapa con acqua, si otteneva una miscela in grado di regolarizzare il sistema digerente degli animali da soma.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le propriet\u00e0 mediche, si pensava che le radici di canapa bollite nell&#8217;acqua alleviassero i crampi alle articolazioni, la gotta e simili dolori violenti. Potevano anche essere applicate crude sulle ustioni, ma dovevano essere cambiate prima che si asciugassero. Il medico e botanico greco contemporaneo Discoride Pedanio, attest\u00f2 la capacit\u00e0 delle radici di cannabis bollite di ridurre l&#8217;infiammazione nel suo De Materia Medica, una farmacopea che si concentra principalmente sulle piante medicinali.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;uso ricreativo della cannabis nell&#8217;Impero Romano, il medico e filosofo greco del II secolo Claudio Galeno scrisse che era consuetudine in Italia servire piccole torte a base di cannabis per dessert. I suoi semi avrebbero creato una sensazione di calore e, se consumati in grandi quantit\u00e0, colpiscono la testa emettendo un vapore caldo e tossico.<\/p>\n<p>Uno studio del 2019 ha cercato di riprodurre il modo di vivere di una comunit\u00e0 romana imperiale vissuta tra il I e il III secolo d.C. nei pressi di <em>Cures Sabini<\/em>. Durante l&#8217;analisi etnobotanica, sono stati trovati 11 frammenti di tessuto vegetale delle Cannabacee nei depositi dentali di 27 individui sepolti nella necropoli di Passo Corese.<\/p>\n<p>Campioni di fibre di canapa sono stati identificati tramite microscopio ottico, confrontati con collezioni in laboratorio, dati di ricerca precedente e contesto culturale e cronologico.<\/p>\n<p>Le possibili spiegazioni per la presenza di fibre di canapa nei depositi dentali includono:<\/p>\n<ul>\n<li>Inalazione durante la lavorazione della canapa<\/li>\n<li>Ingestione di cibi e bevande conservati in sacchi di canapa<\/li>\n<li>Uso terapeutico di essudati ed estratti di canapa.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Il Medioevo<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 190%; color: #99cc00;\"><strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24137 alignright\" src=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-medioevo-swiss-herb-original-e1701267431185-407x400.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-medioevo-swiss-herb-original-e1701267431185-407x400.png 407w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-medioevo-swiss-herb-original-e1701267431185-600x589.png 600w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-medioevo-swiss-herb-original-e1701267431185.png 713w\" sizes=\"auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente nel 476 d.C. e il periodo migratorio tra il IV e il VI secolo d.C., le informazioni dettagliate sulla coltivazione della canapa in Italia prima del 1000 d.C. sono poche. Tuttavia, \u00e8 comprovato che la lavorazione industriale e commerciale della canapa era diffusa in quel periodo. Nonostante ci\u00f2, sembra che la coltivazione della cannabis in tutta Italia fosse stata fortemente limitata. Soprattutto tra il IV e l&#8217;VIII secolo d.C., dato che gran parte delle campagne erano state lasciate in abbandono.<\/p>\n<p>\u00c8 nel Medioevo che la coltivazione su larga scala della cannabis industriale ha davvero iniziato a svilupparsi. Questo avvenne grazie alla ripresa demografica e agricola, alla nascita dell&#8217;industria tessile, dei Comuni medievali e delle Repubbliche Marinare, nonch\u00e9 all&#8217;incremento dei commerci nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Una delle prime menzioni dell&#8217;utilizzo dell&#8217;hashish nella letteratura italiana si trova nel libro &#8220;Il Milione&#8221;. Qui il mercante ed esploratore veneziano Marco Polo racconta i suoi viaggi in Asia tra il 1271 e il 1295. Lo scrittore pisano Rusticiano \u00e8 l&#8217;autore di questo resoconto. Egli era stato prigioniero insieme a Marco Polo durante la guerra di Curzola del 1295-1299.<\/p>\n<p>Nel diario di viaggio, i due autori citano il Vecchio della Montagna, un riferimento al condottiero persiano Hasan-i Sabbah. Egli fu il fondatore dello stato di Nizari Ismaili nel 1090 dopo aver conquistato la fortezza montana di Alamut. L&#8217;Ordine degli Assassini, di cui Hasan-i Sabbah fu il primo Gran Maestro, deve il suo nome alla parola hashsh\u0101sh\u012bn, che significa utilizzatori di hashish. Sia la droga che il Vecchio sono successivamente menzionati nel Decamerone, una raccolta di racconti scritti dal poeta fiorentino Giovanni Boccaccio nel 1353.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>L\u2019uso industriale della Cannabis<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel passato, la popolazione sfruttava le piante di canapa in tutto il loro potenziale. Si utilizzava le loro radici come legna per il fuoco, si immergeva i pezzi di fusto nello zolfo per creare fiammiferi. I semi erano destinati all&#8217;alimentazione del bestiame. La fibra era impiegata per la realizzazione di reti da pesca, corde per attivit\u00e0 agricole e tessili, e per confezionare biancheria di pregio, sacchi per la farina, abiti e corredi per le nozze. La resistenza delle fibre di canapa le rendeva adatte anche per essere mescolate con la lana pregiata e creare tessuti resistenti all&#8217;usura. Allo stesso modo, la combinazione di fibre di canapa con lino o lana, chiamata &#8220;pignolato&#8221;, era molto diffusa nel ferrarese per la produzione di abiti.<\/p>\n<p>Ancora oggi, nel territorio di Sant&#8217;Arcangelo di Romagna si utilizza la canapa per creare tessuti come coperte, federe e tovaglie. La creazione di questi tessuti avviene tramite un processo artigianale tramandato dall&#8217;antichit\u00e0 che prevede la levigatura e l&#8217;ammorbidimento del tessuto grezzo. La canapa ha anche avuto un ruolo significativo nella produzione di carta, diffondendosi dalla Cina all&#8217;intero mondo musulmano. Arriv\u00e8 poi in Italia nel XIII secolo, con la fondazione della prima cartiera nel 1276 a Fabriano. Qui gli artigiani locali perfezionarono le tecniche arabe di produzione della carta, utilizzando principalmente canapa e lino. Grazie al terreno ricco di calcio in molte parti d&#8217;Italia, le piante di cannabis sativa producevano fibre di colore chiaro, che conferivano alla carta una tonalit\u00e0 bianco crema molto apprezzata. Inoltre, le fibre lunghe garantivano alla carta resistenza e flessibilit\u00e0, rendendola un materiale ottimale per libri e manoscritti, sempre pi\u00f9 scelto rispetto alla costosa pergamena.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>L\u2019uso internazionale della canapa italiana<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>La canapa italiana godeva di grande reputazione gi\u00e0 prima dell&#8217;unificazione del Paese nel 1861. Infatti, fin dal suo ingresso nel mercato del Regno Unito nel 1820, era riconosciuta per la sua eccellente qualit\u00e0, resistenza e durata. Inizialmente era utilizzata prevalentemente per la produzione di reti da pesca, nonostante il suo costo pi\u00f9 elevato rispetto agli altri materiali. Si narra che i contadini italiani seminassero la canapa nei loro migliori terreni, caratterizzati da un suolo ricco e solido, e si preoccupassero di rendere la superficie fine e friabile attraverso l&#8217;utilizzo di una miscela di letame, pezzi di stoffa, piume e corna importate dalla Dalmazia.<\/p>\n<p>Tuttavia, la coltivazione della canapa \u00e8 possibile in ogni tipo di terreno, ottenendo fibre di varia qualit\u00e0. I Paesi con terreni pi\u00f9 poveri, in particolare, produssero fibre pi\u00f9 sottili, ma in quantit\u00e0 limitata. Al contrario, i Paesi con i terreni pi\u00f9 ricchi di nutrienti generavano piante dalla fibra di maggior spessore, essenziale per la fabbricazione di cavi, corde ed altre attrezzature pesanti.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Il regno d\u2019Italia<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 190%; color: #99cc00;\"><strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24136 alignleft\" src=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-regno-d-italia-swiss-herb-original-e1701267385423-407x400.png\" alt=\"\" width=\"407\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-regno-d-italia-swiss-herb-original-e1701267385423-407x400.png 407w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-regno-d-italia-swiss-herb-original-e1701267385423-600x589.png 600w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-regno-d-italia-swiss-herb-original-e1701267385423.png 713w\" sizes=\"auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/strong><\/span><\/h2>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Uso medico della cannabis<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Durante la fine dell&#8217;era moderna, si attribuisce comunemente ai soldati francesi il diffondersi dell&#8217;uso della cannabis a scopo ricreativo in Europa. La mancanza di alcol durante il periodo delle campagne spinse i soldati a sperimentare l&#8217;hashish come alternativa. Tuttavia, <a href=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/en\/la-storia-della-cannabis-medica\/\">il primo studio scientifico sull&#8217;uso medico della cannabis<\/a> lo effettu\u00f2, nel 1839, il dottore irlandese William Brooke O&#8217;Shaughnessy. Egli somministr\u00f2 medicinali a base di cannabis ai suoi pazienti affetti da diverse malattie, come epilessia e reumatismi, notando gli effetti anticonvulsivanti, analgesici e antiemetici.<\/p>\n<p>In Italia, nel 1887, il dottor Rffaele Valieri, primario dell&#8217;Ospedale degli Incurabili a Napoli, fece uno dei primi tentativi di curare i pazienti con la variet\u00e0 di cannabis indica. L&#8217;ospedale si occupava della cura dei pazienti in condizioni di estrema povert\u00e0. In particolare aveva affrontato quattro gravi epidemie di colera che avevano colpito la citt\u00e0 tra il 1855 e il 1884. A causa del sovraffollamento delle aree pi\u00f9 povere e dalla mancanza di un adeguato sistema fognario, ci furono molti morti. Di conseguenza, nel 1885, si avviarono importanti progetti di riqualificazione. Il dottor Valieri dedic\u00f2 anni alla sperimentazione dell&#8217;uso medico della cannabis per il trattamento di disturbi nervosi, sia sui pazienti che su s\u00e9 stesso. Test\u00f2 diverse modalit\u00e0 di somministrazione e prendendo appunti sia sugli effetti positivi che su quelli avversi.<\/p>\n<p>Il dottor Valieri ha condotto sui pazienti dei test sui diversi metodi di somministrazione della cannabis terapeutica, come: masticarla, fumarla in pipe e sigarette, bevendone decotti, infusi e liquori oppure usandola sottoforma di acqua distillata, pillole, perle, oli essenziali, tinture ed estratti. Secondo le sue scoperte, la cannabis medica si \u00e8 dimostrata efficace nel trattamento di molte malattie come:<\/p>\n<ul>\n<li>Isteria<\/li>\n<li>Asma<\/li>\n<li>Enfisema polmonare<\/li>\n<li>Emicrania<\/li>\n<li>Gozzo esoftalmico<\/li>\n<li>Ipercinesia facciale e altre nevrosi provenienti dal sistema nervoso centrale e periferico, inclusa:<\/li>\n<li>La nevralgia dei nervi trigemini<\/li>\n<li>Il plesso cervicale occipitale<\/li>\n<li>Il plesso brachiale<\/li>\n<li>Il plesso lombare<\/li>\n<li>Il plesso sacrale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il dottor Valieri ha iniziato a fare pressioni sulle autorit\u00e0 sanitarie per rendere la cannabis pi\u00f9 accessibile ai pazienti, riducendo il suo costo. Inoltre, ha lottato per l&#8217;istituzione di sale per l&#8217;inalazione nelle ASL, simili a quella che ha creato nel suo ospedale. Qui i pazienti avrebbero potuto inalare il fumo terapeutico prodotto dalla combustione della cannabis.<\/p>\n<p>La principale difficolt\u00e0 riscontrata nella diffusione della cannabis terapeutica in Italia fu l&#8217;assenza sul mercato italiano della popolare variet\u00e0 indiana, a differenza di altre parti del mondo dove il suo utilizzo clinico era consolidato gi\u00e0 alla fine del XIX secolo. Per superare questo problema, il Dr. Valieri ha studiato le propriet\u00e0 medicinali di alcune variet\u00e0 italiane trovate a Casoria, scoprendo che, sebbene gli effetti fossero simili a quelli sperimentati con la cannabis indica, era necessario raddoppiare la dose prescritta in precedenza.<\/p>\n<p>Tuttavia, durante il XX secolo, l&#8217;uso medico della cannabis ha subito una significativa diminuzione a livello globale. Le cause furono ad esempio l&#8217;introduzione di trattamenti pi\u00f9 efficaci per diverse malattie, l&#8217;instabilit\u00e0 farmacologica della cannabis derivante dal fatto che il suo principio attivo (THC) non era ancora isolato, e di conseguenza gli effetti risultavano imprevedibili e difficili da standardizzare. Inoltre, vi erano i costi economici associati all&#8217;importazione del medicinale dall&#8217;estero, soprattutto considerando il contesto di due Guerre Mondiali.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Prime proibizioni della cannabis<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Durante le prime fasi della proibizione internazionale della cannabis, gli Stati Uniti non hanno svolto un ruolo di leadership, mentre il contributo di Italia, Sudafrica, Egitto e Turchia \u00e8 stato in gran parte trascurato. Durante la Prima Conferenza Internazionale sull&#8217;oppio tenutasi all&#8217;Aia nel 1911-1912, l&#8217;Italia ha spinto per ottenere un divieto internazionale della cannabis. Principalmente a causa dell&#8217;ampia diffusione dell&#8217;utilizzo di hashish nelle sue colonie nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica. Quest&#8217;ultime erano state annesse dall&#8217;Impero Ottomano dopo la guerra italo-turca del 1911-1912. Visto per\u00f2 che la conferenza del 1912 era incentrata sull&#8217;oppio, sebbene sia stata affrontata la questione della canapa indiana, non sono state adottate misure significative in tal senso. Invece, la regolamentazione sulla cannabis \u00e8 stata introdotta durante la Seconda Conferenza Internazionale sull&#8217;Oppio, svoltasi a Ginevra nel 1925, grazie all&#8217;influenza dell&#8217;Egitto e alle precedenti pressioni provenienti dal Sud Africa e dall&#8217;Italia, tra gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo raggiunto nella Convenzione sull&#8217;oppio del 1925 riguardante la cannabis era un compromesso che stabiliva restrizioni esclusivamente per scopi medici e scientifici nella produzione, importazione, vendita, distribuzione, esportazione e uso di estratti e tinture di canapa indiana. Questo compromesso non rappresentava un divieto totale. Si limitava, infatti, solo al commercio internazionale della cannabis e non vietava la sua produzione, n\u00e9 imponeva controlli sul traffico o sul consumo interno, e non richiedeva stime di produzione governative.<\/p>\n<p>Il testo finale ha apportato modifiche al linguaggio utilizzato nella bozza iniziale proposta. Ci\u00f2 ha causato obiezioni da parte di paesi come l&#8217;India, dove le preparazioni pi\u00f9 leggere a base di cannabis erano spesso utilizzate in eventi sociali, cerimonie religiose e festival. Anche se l&#8217;uso di hashish pi\u00f9 potente era generalmente disapprovato. Per quanto riguarda questa questione, il Regno Unito \u00e8 rimasto ambivalente, mentre gli Stati Uniti si sono concentrati principalmente sull&#8217;oppio.<\/p>\n<p>Negli anni \u201930, Mussolini enfatizza l&#8217;importanza della canapa in termini di economia agricola e sociale. Tra il 1936 e il 1940 la produzione di canapa in Italia raggiunge un record storico di oltre centomila tonnellate. Tuttavia, il destino del settore \u00e8 segnato: seguendo il divieto affermatosi negli Stati Uniti nel 1937, quando la cannabis diventa illegale in tutto il paese attraverso il Marihuana Tax Act, anche Mussolini decide di sostenere politiche proibizioniste. Prima dell&#8217;avvicinamento alla Germania nazista, infatti, il governo italiano e quello statunitense hanno buoni rapporti e Mussolini negli anni &#8217;30 definisce la cannabis una &#8220;droga da ne*ri&#8221;, anche se praticamente nessun italiano ne fa uso.<\/p>\n<p>L&#8217;introduzione della cannabis nell&#8217;elenco delle sostanze stupefacenti nel Codice Penale del 1930 comporta la previsione di pene severe per la vendita e l&#8217;agevolazione del consumo di sostanze proibite. Anche per chiunque sia colto in stato di grave alterazione mentale a causa dell&#8217;abuso di stupefacenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico, o in circoli privati. Non sono previste sanzioni penali per il consumatore, ma il consumo viene considerato una patologia da trattare obbligatoriamente presso centri specializzati per la salute mentale.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>La Repubblica Italiana<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 190%; color: #99cc00;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24135 alignleft\" src=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-la-repubblica-italiana-swiss-herb-original-571x400.png\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-la-repubblica-italiana-swiss-herb-original-571x400.png 571w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-la-repubblica-italiana-swiss-herb-original-768x538.png 768w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-la-repubblica-italiana-swiss-herb-original-600x420.png 600w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-la-repubblica-italiana-swiss-herb-original.png 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Negli anni &#8217;50 e &#8217;60, durante il periodo di boom economico, l&#8217;Italia ha subito un declino nella produzione di canapa a causa dell&#8217;introduzione di fibre sintetiche come il nylon sul mercato e dell&#8217;aumento della lotta internazionale contro gli stupefacenti. In quel periodo, la coltivazione della cannabis industriale \u00e8 quasi completamente scomparsa dalla maggior parte dei paesi dell&#8217;Europa occidentale. Ad eccezione di Francia e Spagna che hanno continuato a coltivarla, seppur con tendenze diverse. Questo calo significativo \u00e8 principalmente attribuito alla concorrenza dei tessuti industriali e del cotone nell&#8217;industria tessile, dei materiali metallici per le corde navali, e del manila e della juta per gli imballaggi durante i viaggi marittimi a lungo raggio.<\/p>\n<p>Altri fattori che hanno contribuito a questa situazione includono:<\/p>\n<ul>\n<li>Introduzione di regole pi\u00f9 rigide per la coltivazione della canapa tessile.<\/li>\n<li>Aumento dei costi del lavoro che non potevano essere facilmente sostituiti con la meccanizzazione.<\/li>\n<li>Impatto ambientale delle vasche di macerazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Inoltre, l&#8217;Italia ha aderito a tutti e tre i principali trattati sul controllo degli stupefacenti, come la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, la Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 e la Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope del 1988. Appena dopo l&#8217;approvazione della legge antidroga Cossiga 685\/75 nel 1975, i campi di canapa in Italia sono praticamente spariti.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><span style=\"color: #7e8558;\"><strong>Il proibizionismo<\/strong><\/span><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong style=\"color: #99cc00; font-size: 32.4px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24134 alignright\" src=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-proibizionismo-swiss-herb-original-571x400.png\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-proibizionismo-swiss-herb-original-571x400.png 571w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-proibizionismo-swiss-herb-original-768x538.png 768w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-proibizionismo-swiss-herb-original-600x420.png 600w, https:\/\/swissherboriginal.com\/wp-content\/uploads\/la-cannabis-in-italia-il-proibizionismo-swiss-herb-original.png 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>La Legge 685\/75 ha introdotto il concetto di modesta quantit\u00e0 al fine di distinguere tra coloro che si limitano a consumare stupefacenti e coloro che li spacciano, con l&#8217;intenzione di punire i secondi. Prima di questa legge, tale distinzione non era prevista. Tuttavia, la mancanza di una definizione specifica di ci\u00f2 che costituisce una modesta quantit\u00e0 di una certa droga ha lasciato la materia alla discrezionalit\u00e0 dei giudici. Di conseguenza, la Suprema Corte di Cassazione ha emesso delle linee guida al fine di garantire la coerenza delle decisioni giudiziarie. In particolare, queste linee guida stabilivano che una quantit\u00e0 modesta non si riferiva necessariamente a una quantit\u00e0 specifica di stupefacenti. Inoltre, prima di pronunciare un verdetto, un tribunale doveva valutare il livello di tossicodipendenza dell&#8217;imputato. Inoltre, doveva determinare scientificamente la natura e la composizione degli stupefacenti sequestrati, nonch\u00e9 la quantit\u00e0 media di principi attivi ottenibili da essi.<\/p>\n<p>Tuttavia, la cosiddetta Legge Iervolino-Vassalli, contenuta nel DPR 309\/90 del 1990, ha sostituito il concetto di quantit\u00e0 modesta con quello di dose media giornaliera. Con questa legge, sono state stabilite le quantit\u00e0 massime di farmaci legalmente consumabili per ognuno di essi, attraverso un Decreto Ministeriale. All&#8217;interno del decreto del Presidente della Repubblica 309\/90, un individuo affetto da tossicodipendenza \u00e8 da considerare come un paziente che ha bisogno di riabilitazione e, quindi, non soggetto al sistema penale. Pu\u00f2 per\u00f2 comunque essere punito con sanzioni amministrative.<\/p>\n<p>Queste sanzioni includono la sospensione della patente di guida, del porto d&#8217;armi e del passaporto, per un periodo minimo di un mese e massimo di un anno. Tuttavia, nel 1993, il Partito radicale, sotto la guida di Marco Pannella, \u00e8 riuscito a far abrogare con un referendum le sanzioni penali per l&#8217;uso personale di droghe leggere. In conseguenza, il concetto di dose giornaliera media \u00e8 stato eliminato e la discrezionalit\u00e0 giudiziaria caso per caso \u00e8 stata reintrodotta.<\/p>\n<p>Nel 2006, la controversa legge Fini-Giovanardi 49\/06 ha eliminato la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, rendendo quindi punibile il possesso di marijuana e hashish in modo simile alla detenzione di eroina o cocaina. Questa situazione \u00e8 durata fino a quando la Corte costituzionale ha dichiarato la legge incostituzionale nel 2014. La decisione di considerare incostituzionale la legge 49\/06 non si basava sul suo contenuto, ma piuttosto sul modo in cui il disegno di legge iniziale \u00e8 stato convertito in legge, essendo stato allegato a un provvedimento che riguardava diverse questioni.<\/p>\n<p>In ogni caso, la Legge 49\/06 ha portato ad un aumento significativo delle pene detentive per vendita, coltivazione e detenzione di cannabis. Le condanne sono passate da 2-6 anni a 6-20 anni, causando un sovraffollamento delle carceri italiane. Il 40% dei detenuti sono stati imprigionati per reati correlati alla droga, nonostante il fatto che il consumo di cannabis non sia mai stato criminalizzato. Inoltre, la legge ha introdotto il criterio di quantificazione della quantit\u00e0 di principio attivo presente nelle droghe sequestrate, nonch\u00e9 una politica di tolleranza zero verso comportamenti e circostanze che potrebbero indicare traffico di stupefacenti. Di conseguenza, si commette reato se la quantit\u00e0 di principio attivo supera i limiti stabiliti dalla Tabella Ministeriale. Per la cannabis \u00e8 fissata a 500 mg, corrispondenti a un peso lordo di circa 5 g, ovvero circa 15-20 spinelli.<\/p>\n<p>Dal 2014, il Decreto-legge Lorenzin 36\/14 rappresenta la normativa principale riguardante gli stupefacenti. Questo decreto ha introdotto cinque Tabelle delle Sostanze, che vengono pubblicate dal Ministero della Salute. Le varie sostanze controllate sono suddivise nelle diverse tabelle in base al grado di pericolosit\u00e0 accertata. La cannabis attualmente rientra nella seconda tabella, insieme ai suoi derivati. Di conseguenza, sono ancora esistenti sanzioni legali riguardanti il commercio e il consumo di cannabis, sebbene siano meno severe rispetto al passato. Nello specifico, il possesso di cannabis per uso personale \u00e8 ora depenalizzato e punito con multe e il sequestro di documenti personali, come passaporti e patenti di guida. Tuttavia, la coltivazione e la vendita di cannabis senza licenza rimangono ancora illegali. Possono portare a una reclusione da 2 a 6 anni, oltre a una sanzione pecuniaria che va da 26.000 a 260.000 euro.<\/p>\n<p>Da menzionare, inoltre, la sentenza numero 40 del 2019 della Corte costituzionale. Questa ha stabilito l&#8217;illegittimit\u00e0 della &#8220;pena minima della reclusione di otto anni anzich\u00e9 sei&#8221; prevista per coloro che si occupano di traffico di droga, come la coltivazione, produzione, vendita, distribuzione e trasporto di sostanze stupefacenti.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, il sovraffollamento delle carceri continua a essere un problema. Secondo l&#8217;ultima edizione del Libro Bianco, un rapporto annuale che valuta gli effetti delle politiche di proibizione in Italia, si afferma che &#8220;senza i detenuti per l&#8217;articolo 73 (del dpr 309\/90) non ci sarebbe sovraffollamento nelle carceri&#8221;. Inoltre, per quanto riguarda le segnalazioni per semplice consumo, per il quale sono invece previste sanzioni amministrative, &#8220;dal 1990 sono state segnalate 1.312.180 persone, di cui il 73,28% per consumi di cannabis e suoi derivati&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 2016, la legge 242\/16 sulla cannabis light ha eliminato l&#8217;obbligo di ottenere un&#8217;autorizzazione per coltivare semi di cannabis con livelli di THC inferiori allo 0,2%, che \u00e8 pi\u00f9 basso del limite dello 0,3% stabilito dal Regolamento UE 2021\/2115 del 2 dicembre 2021. Tuttavia, durante le ispezioni in campo, viene considerato ancora accettabile un livello di THC compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%, a condizione che sia attribuibile a cause naturali. La legge impone inoltre agli agricoltori di conservare le ricevute di certificazione per un anno. Inoltre, vieta loro di piantare semi di canapa provenienti da raccolti precedenti, nonch\u00e9 di utilizzare le foglie e le infiorescenze di cannabis per prodotti commestibili. Il Corpo Forestale dello Stato ha il compito di controllare il rispetto delle norme legali da parte degli agricoltori. Altri enti governativi possono effettuare ispezioni se necessario.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;agricoltura della marijuana in Italia ha una lunga storia che ha inizio nell&#8217;epoca romana, quando la coltivazione avvieniva principalmente per la produzione di corde di canapa. 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